La Street Art in Darsena

«La graffiti art è gratis, è lí da vedere, non è proprietà di nessuno, è di tutti.» A. Mininno

a cura di FrameLAB | DaLiA (Darsena Living Archive)

La Street Art nel distretto Darsena di Ravenna

L’arte sarebbe così uscita dal museo per entrare nella realtà della strada, divenuta ora, nella ricerca di un’osmosi arte-vita, il luogo per antonomasia della situazione estetica"

« A. Castelli Guidi, La documenta di Kassel. Percorsi dell’arte contemporanea, Milano, 1997.  »

La rigenerazione urbana attraverso la street art

La street art è diventata un efficace mezzo di rigenerazione e di riqualificazione che mette al centro non solo il territorio, spesso periferie urbane e luoghi abbandonati, ma anche le comunità che lo abitano.

Il Comune di Ravenna già dal 2010 ha avviato un percorso di valorizzazione del writing urbano, con la promozione del progetto Valorizzazione della street art e del wrting urbano: - "RigenerArte – writing urbano in Romagna". Finalità del progetto è quella di promuovere l’arte di strada e le espressioni culturali giovanile, per favorire non solo la libera espressività artistica ma anche per integrare progetti artistici con interventi di sicurezza urbana di contrasto al degrado.

Intervista ad Alessandra Carini, direttrice del Magazzeno Art Gallery

Gli street artist di Ravenna e le loro opere nel Distretto della Darsena

Artisti Vari

La realizzazione dei Murales nel sottopassaggio, che dal centro della città conduce alla zona Darsena, è stata promossa e finanziata, nel 2014 dal comune di Ravenna in collaborazione con l'associazione culturale Indastria. Per l'occasione sono stati selezionati giovani artisti residenti in Emilia Romagna per la realizzazione di vari murales che, in modo variegato e colorato, oggi decorano il sottopassaggio che conduce in Darsena.

Ericailcane

Ericailcane è tra gli artisti più conosciuti ed apprezzati nel suo campo. Si forma e cresce artisticamente a Bologna, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti.

Il suo stile è caratterizzato dalla rappresentazione di animali umanizzati che sembrano estrapolati da una fiaba o una favola di Esopo o di Fedro.

L'artista parla con loro, dell’uomo e dell’umanità, dei suoi difetti e delle sue bassezze, calandosi di sovente nelle problematiche dei luoghi in cui dipinge e che attraversano tutte le sfere del vivere contemporaneo, da quella economica sino alle tematiche di matrice ecologica.

L'opera presente in Darsena fu realizzata nell'ambito delle “Cinquetracce” proposte per la candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura del 2019.

L'artista fu invitato a realizzare un murales con colori stesi sui mattoni dell’ex mangimificio Mosa. L'opera è diventata uno dei simboli di Ravenna per il suo stretto legame col mare e il suo richiamo a tematiche attuali.

Dissenso Cognitivo

Vicino agli uccelli di Dzia, in via Magazzini Posteriori, troviamo un grande uccello, con ali spiegate, dalle anatomie modificate, composto da carne e metallo, stile tipico di Dissenso Cognitivo.

Dzia

Dzia è uno street artist belga, cresciuto in una famiglia di artisti, consegue un master in belle arti presso la Royal Academy di Anversa, sua città natale. Il suo percorso nella street art lo porta a creare uno stile unico, personale, caratterizzato da linee vorticose dal tratto ben delineato a comporre sagome di animali, soggetti preferiti dell'artista.

Dissenso Cognitivo

Altri due lavori di Dissenso Cognitivo sono quelli in Via Almagià, in cui esaspera al massimo la combinazione fra umano e robotico. Ossa e parti meccaniche si uniscono creando due 'figure futuristiche e disumanizzate'.

Dzia

Un pesce di Dzia decora un muro di via Almagià.

La mano dello street artist si riconosce grazie all'uso delle linee geometriche e vorticose, tipico del suo stile, e al colore azzurro-blu che richiama gli uccelli di via Magazzini Posteriori.

Camilla Falsini

Camilla Falsini è una pittrice e illustratrice romana, ha partecipato nel 2015 alla seconda edizione del Festival Subsidenze.

Nell'opera realizzata in Darsena ha concentrato la sua ricerca sul tema dei conflitti interiori che si consumano nel nostro animo.

Rappresenta metaforicamente questi duelli utilizzando personaggi cavallereschi medievali trasformandoli con uno stile essenziale, lineare e geometrico.

Geometric Bang

Geometric Bang, nome d’arte di Mattia Botta, è nato a Lodi nel 1984 ma vive a Firenze, dove lavora come illustratore e muralista.

Le sue opere sono una continua ricerca di colori e di forme ispirate alla vita quotidiana.

Tutto ciò da vita ad illustrazioni quasi geometriche, semplici da guardare, ma, allo stesso tempo, profonde.

Nel 2016 ha preso parte alla terza edizione del Festival Subsidenze, con un'opera ispirata alla storia di Ravenna. Il murales riprende alcuni dei temi legati ai mosaici di San Vitale con gli imperatori Teodora e Giustiniano, una moneta di un imperatore romano e un vaso con dei pavoni.

About Ponny

About Ponny nasce a Bologna, per lui l’arte urbana è un'insieme di avventure, viaggi, una scoperta di emozioni e desideri. Nei lavori che imprime sulle pareti delle strade, non ci sono volti di persone, ma anche un'intensa ricerca di sè stesso. Su una parete nei pressi dell'Almagià, imprime questo volto di un pompiere dallo sguardo fiero e pieno di speranza. Altro non è che una rappresentazione dell'anima interiore dell'artista.

About Ponny

Il Ritratto di una ragazzina di colore riccia contornato da farfalle nere e rosse decora un muro vicino all'Almagià.

Esempi chiaro di come About Ponny attraverso gli sguardi e le espressioni di persone comuni riesca a rappresentare e trasmettere emozioni, speranze e sentimenti.

Hope

Hope, pseudonimo di Daniele Nitti, dopo una formazione al liceo artistico di Bari inizia il suo percorso nella street art, con una ricerca volta ad esplorare la relazione fra tempo e infanzia. I suoi disegni, infatti, si concentrano su scenari onirici e fantastici, dalle costellazioni ad elementi naturali, in cui perdersi e sognare.

GUE

Gue, pseudonimo di Marco Mangione, street artist siciliano, ha trasformato una pista da Skate, nel complesso del Darsena PopUp, in un'opera d'arte durante il festival Subsidenze del 2017. Il suo stile si concentra su schemi astratti, come in questa opera, concentrata su figure geometriche e colori vivaci, con lo scopo di sviluppare un dialogo aperto fra architettura e ambiente.

Tomoz e Burla

Federico TomoZ Bandini e Emanuele Battarra, detto Burla, si sono uniti per dare vita a un murales voluto dagli stessi residenti del condominio di via Perilli. Un bambino seduto e pensieroso decora la facciata del palazzo donandogli un tocco di colore e vivacità.

Cerberoleso

Cerberoleso, alias di Lorenzo Fonda, è un illustratore e regista modenese di stanza a New York. Nel 2017 ha partecipato al Festival Subsidenze con un lavoro che molto si distacca dalle sue tipiche rappresentazioni: Un muro con scatole di fiammiferi e con la raffigurazione di un uomo e una donna che sono ripresi dalle immagini mandate in orbita sui Pioneer 10 e 11 negli Anni ‘70.

Pupo Bibbito

Lo street artist Pupo Bibbito nasce e cresce tra Reggio Emilia e Parma. Grafico pubblicitario di professione, è in strada che impara e sviluppa le proprie tecniche artistiche.

Il suo segno distintivo sono tre occhi, lineari e accostati tra loro, che vengono posizionati su ogni essere vivente da lui rappresentato con colori vivaci. Come dice l’autore: “Per entrare nel mondo dei sogni dove le emozioni e i rapporti umani si mescolano in una dimensione vera e surreale”.

Come racconta in un’intervista, il “personaggio con tre occhi” nasce nel 2007, e da quel momento inizia a realizzarlo come su questo muro della Darsena.

Dissenso Cognitivo

Dissenso Cognitivo è un progetto nato a Ravenna nel 2012, attivo sia in Italia che all'estero. I suoi lavori sono ispirati ad un immaginario fantascientifico di "un futuro remoto e disumanizzato".

Due esempi del suo lavoro sono visibili lungo il canale Candiano, l'uomo con scafandro, caratterizzato da protesi meccaniche, e il grande cetaceo robotico.

Exit/Enter

Toscano e amante dell'arte fin da bambino, Exit/Enter studia all'Accademia di belle Arti di Firenze, per poi dedicarsi all'arte di strada dando vita all'omino, personaggio principale delle sue opere.

I suoi personaggi sono infatti piccoli omini stilizzati dal carattere narrativo che, con delicatezza, compiono svariate azioni: volano via attaccati a palloncini, cercano di raggiungere un cuore, venerano fiori, raccontano piccole storie che evocano mondi, sogni e paure dell’uomo moderno.

M-Fulcro

M nasce a Ravenna nel 1995. La sua ricerca artistica comincia insieme al collettivo Fulcro, da qui il nome M-Fulcro con il quale realizza opere di street art mescolate a brani musicali. Durante il suo percorso accademico avviene l'incontro con il classicismo: pitture e sculture rinascimentali diventano oggetto di sperimentazione e reinterpretazione contemporanea.

Artisti Vari

Nel 2010 i Comuni di Ravenna e Cesena hanno guadagnato il primo posto del bando nazionale 'Giovani energie in Comune, promosso da Anci e dal dipartimento della gioventù. Questi murales insieme a quelli di Via Perilli, sono stati finanziati dal Comune di Ravenna che ha promosso il progetto Valorizzazione della street art e del wrting urbano: - "RigenerArte – writing urbano in Romagna" con l'obiettivo di agevolare la libera espressione giovanile attraverso l'arte di strada contrastando allo stesso tempo il degrado urbano.

LABADANzky

LABADANzky è uno street artist genovese din fama internazionale, conosciuto soprattutto per i suoi giganti meccanici.

Questi robot, simili ai transformer, sono costruiti con materiale di recupero e volti a denunciare il degrado, il consumismo e la schiavitù tecnologica della società contemporanea.

A Ravenna ha realizzato diverse installazioni temporanee. Di queste una è quella che ad oggi tutt'ora visibile posto in alto fra i murales del canale Candiano: un piccolo robottino giallo che sembra quasi essere una telecamera di sorveglianza.

Gola Hundun

Gola Hundun è uno street artist di Cesena che inizia la sua attività già all'età di 12 anni con la tecnica del lettering sui muri della sua città. A partire dai quattordici anni il suo stile subisce un cambiamento. La sua attività artistica diviene una ricerca illustrativa e pittorica. Successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue la laurea nel 2006.

Viaggiando per il mondo riesce a raccogliere nuove influenze ed esperienze, sino al raggiungimento del suo stile che si interessa a rappresentare il rapporto tra umanità e biosfera.

L'opera di Via Trieste è infatti strettamente legata al mondo della natura in tutte le sue componenti, attraverso un sapiente uso del colore misto ad una forte carica spirituale.

Pixel Pancho

Street artist torinese, ha studiato presso l'Accademia Albertina di Belle Arti e successivamente all'Accademia di Belle Arti di Valencia, in Spagna, dove si è laureato. Durante la sua permanenza all'estero ha acquisito familiarità con i graffiti e la street art.

I suoi murales vengono definiti 'meccanomorfi: i suoi soggetti sono grandi robot che col tempo hanno iniziato ad evolversi in composizioni più complesse. La grande abilità di questo artista sta nel suo riuscire ad umanizzare queste figure meccaniche che di umano non hanno niente.

L'opera “The Last Kiss”, visibile su via Trieste e realizzata per il Festival Subsidenze del 2015, rappresenta due figure robotiche avvolte da una pianta rampicante mentre si lasciano andare in un bacio. Una rappresentazione sentimentale da parte di due macchine con fattezze umane, che spingono lo spettatore a riflettere sulle emozioni andando oltre alle parti meccaniche che compongono i soggetti.

Artisti vari

L'edizione del 2015 del Festival Subsidenze ha visto alcuni giovani artisti locali, vincitori di un apposito concorso, cimentarsi nella realizzazione di un 'muro sociale' in Via Marina, adiacente all'ex Ippodromo.

Reve+

Reve+ è uno street artist che più volte ha impresso le sue opere sui muri di edifici della Romagna. Il suo è uno stile colorato i cui temi sono spesso la ricerca di una connessione tra il mondo naturale e la storia locale delle città in cui opera.

Questo murales è stato realizzato sul muro del condominio che si affaccia su Via Tommaso Gulli all'interno del Festival Subsidenze 2017.

La Cittadella

Per l'edizione del 2019 del Festival Subsidenze i due Street artist Ericailcane e Bastardilla hanno realizzato, in Via Gulli 249, quello che ad oggi è divenuto l'ingresso della cosìdetta 'Cittadella della Street Art', che diventerà una sorta di museo a cielo aperto dedicato alla street art. L'edizione del 2020 del Festival si è realizzata in gemellaggio con il comune di Mantova, dando vita al progetto “Virgilio e Dante 4.0, nuove storie antichi a maestri”, in onore del sommo poeta e dei 700 anni dalla sua morte.

Basik

Lucio Basik Bolognesi, precedentemente conosciuto come Lego, ha visto un'evoluzione del nome in Basik, dovuta al fatto che nella sua infanzia vi era una sottolinea di mattoncini Lego che si chiamava per l’appunto “Basic”.

Nel corso del tempo, il suo stile,è passato gradualmente dalla vernice spray a una gamma più ampia di mezzi. Le sue opere sono una ricerca di commistione tra elementi provenienti dal suo background con l’arte medievale e rinascimentale, ispirandosi anche a movimenti d’avanguardia nell’arte moderna e contemporanea.

Nei suoi ultimi lavori appaiono molto spesso gesti delle mani che traggono origine dalla cultura popolare, dall’immaginario religioso e dal simbolismo.

In via Tommaso Gulli 253, per la V edizione del Festival Subsidenze ha realizzato un omaggio un'opera intitolata 'The Incredulity of St. Thomas towards Modern Art', un tributo al Grande Ferro R di Burri.

ZED1

ZED1, nome d'arte del fiorentino Marco Burresi, è uno street artist che affonda la sua creatività in un mondo onirico, immaginario e surreale, in un’atmosfera sognante e melanconica.

Operando attraverso tecnica a spray, a cui con il tempo ha affiancato rulli, vernici e pennelli, popola le sue creazioni con burattini, elfi, clown e personaggi immaginari che sembrano usciti da una fiaba.

Per la VI edizione del Festival Subsidenze in onore di Dante ZED1 ha rappresentato favolisticamente l'inferno personale di ogni osservatore, come recita lo stesso cartiglio: "ognuno ha il proprio Inferno da portare".

Millo

Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, è uno street artist di livello internazionale laureato in architettura. Da sempre amante dell'arte, si dedica ad essa a tempo pieno.

Nelle sue opere i colori prevalentemente usati sono quasi esclusivamente il bianco e nero, soprattutto per la rappresentazione di elementi dell'architettura circostante, mentre dettagli che caratterizzano i suoi personaggi spiccano con colori vividi e luminosi.

Per il progetto “Virgilio e Dante 4.0, nuove storie antichi maestri”, ha realizzato due grandi murales su i palazzi della 'Cittadella della Street Art' di Via Tommaso Gulli: i piccoli Dante e Virgilio nascosti sotto le loro copertine rossa e blu tengono in mano rispettivamente un giocattolo di Devilman, manga ideato dal maestro giapponese Gō Nagai e a destra Virgilio una lanterna, per districarsi in una contemporanea Selva Oscura.

Biancoshock

Biancoshock è un'artista di origini Milanesi che preferisce definire la propria, 'Arte Pubblica'.

I suoi lavori si incentrano principalmente su argomenti come la crisi, la e/im-migrazione, il virtuale, temi attuali e molto presenti nelle nostre vite, con istallazioni originali e creative.

Per la Darsena ha realizzato un cruciverba, in 29 lingue diverse, un modo per omaggiare il quartiere e la sua multiculturalità.

Luogo Comune

Luogo Comune, è uno street artist originario di Cremona che vive a Bologna, il suo pseudonimo nasce per prendersi gioco – in maniera ironica – di tutti i “luoghi comuni”, che circondano questo mondo.

Il suo lavoro si basa su un linguaggio visuale ricco di simbologia che combina elementi del mondo naturale con oggetti delle tradizioni locali o contemporanei, sfruttando principalmente palette di colori piatti.

Per il progetto 'Dante e Virgilio 4.0' proposto dal Festival Subsidenze 2020, ha realizzato il percorso dall'Inferno al Paradiso passando per il Purgatorio, con tratti e colori favolistici.

Jim Avignon

Jim Avignon è uno street artist tedesco, poliedrico e assolutamente coloratissimo, di fama mondiale.

Durante i suoi lavori si serve sempre di elevatori che gli permettono di realizzare le sue mastodontiche opere.

Il suo lavoro realizzato in Darsena è stato ripreso dalle telecamere di Sky Arte per la realizzazione della prima stagione di una serie di documentari sulla street art dal titolo MURO.

L'opera, intitolata 'City of memories', è un murales coloratissimo e variegato, che riflette la vita multietnica del quartiere.

QBIC

Rustam QBIC, street artist russo dai colori magici e favolistici, ha realizzato in via Fiume, all'interno del Festival Subsidenze del 2015, un'opera orizzontale dal titolo 'Immigration'. Il murales mostra un uomo, il cui volto non si vede perchè coperto da uno specchio, in sella a un uccello gigante. Il tema affrontato è quello del viaggio, della ricerca di sé stessi e del proprio mondo.

Tellas

Tellas è lo pseudonimo di Fabio Schirru originario di Cagliari.

Il suo nome deriva da un libro di archeologia nuragica, in cui le pietre di scarto utilizzate per realizzare i nuraghi venivano chiamate appunto 'tellas'. Le sue opere sono una visione personale e intima del paesaggio che lo circonda.

Quella che si trova all'interno del distretto Darsena in via Umago si intitola "Fiumi Uniti", in quanto è proprio il movimento fluviale la fonte di ispirazione, dinamica ed energica.

Decorabiscando

Nato in Brasile Belo Horizonte, vive a Bologna, il suo pseudonimo deriva dalla parola "Rabiscare" che in portoghese significa scarabocchiare.

La strada è il luogo dove esprime se stesso e da dove trae tutte le sue ispirazioni . La street art per lui è una espressione democratica che rispecchia i bisogni della comunità.

Nemo's

Nemo's, attraverso i personaggi da lui immaginati e creati, cerca di capire l’essere umano scavando nelle profondità buie dell'istinto, e riflette sul contrasto fra umano e disumano.

Rappresentare uomini nudi, afflitti dall'età e quasi disumani è un contrapporsi e una denuncia verso un mondo dominato dall'estetica.

Studenti del Liceo Artistico "Nervi - Severini"

I muri che circondano l'Istituto Comprensivo 'M. Montanari' di Via Caorle, nell'anno accademico 2016/2017 sono stati ricoperti da murales realizzati dagli studenti del Liceo Artistico "Nervi - Severini".

Andrea Casciu

Andrea Casciu, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Sassari, vive e lavora a Bologna. Nella sua street art indaga sulle mutazioni che il tempo opera sul corpo. I volti che l'artista fa apparire sulle strade vogliono essere un'analisi introspettiva, ma anche l'esempio di un ego planetario, condiviso da tutti gli osservatori.

Studenti dell'Istituto Comprensivo "M. Montanari"

Nel Marzo del 2015 gli studenti dell'Istituto Comprensivo "M. Montanari", nell'ambito del progetto “Un tocco d’arte in piazza Medaglie d’Oro”, hanno decorato le pareti del condominio di Via Tommaso Gulli che si affaccia su Piazza Medaglie d'Oro, con soggetti legati alla fauna e al mare.